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Binge Eating Disorder: Cause, Sintomi e Terapia Cognitivo Comportamentale
Disturbi alimentari · Guida informativa

Binge Eating Disorder: Cause, Sintomi e Terapia Cognitivo Comportamentale

Tempo di lettura: 9–10 minuti · Contenuto revisionato da Trec Alimentazione · Aggiornato: luglio 2026
Persona che affronta un episodio di abbuffata legato al binge eating disorder

Il binge eating disorder, o disturbo da alimentazione incontrollata, è oggi il disturbo alimentare più diffuso, più frequente sia dell'anoressia sia della bulimia nervosa. Chi ne soffre vive episodi ricorrenti di abbuffata, seguiti da un forte senso di vergogna e perdita di controllo, ma senza i comportamenti compensatori tipici della bulimia (vomito autoindotto, lassativi, digiuno estremo). Proprio perché non emergono segnali fisici eclatanti, il binge eating disorder resta spesso non riconosciuto per anni, anche quando compromette in modo significativo il benessere psicologico e fisico di chi lo vive. In questo articolo vediamo cosa lo caratterizza, quanto è diffuso, quali sono le sue cause e perché la terapia cognitivo comportamentale (CBT) è oggi il trattamento con le prove di efficacia più solide.

Cos'è il binge eating disorder

Il binge eating disorder è un disturbo alimentare riconosciuto come categoria diagnostica autonoma, caratterizzato da episodi ricorrenti di abbuffata: assunzione, in un periodo di tempo limitato, di una quantità di cibo decisamente superiore a quella che la maggior parte delle persone mangerebbe in circostanze simili, accompagnata dalla sensazione di non riuscire a controllare cosa e quanto si sta mangiando. Per parlare di questo disturbo questi episodi devono verificarsi almeno una volta a settimana per un periodo di almeno tre mesi, associati a un marcato disagio, senza le condotte compensatorie che invece definiscono la bulimia nervosa.

Quanto è diffuso il binge eating disorder

Il binge eating disorder, o disturbo da alimentazione incontrollata, colpisce una quota non trascurabile della popolazione generale. La prevalenza lifetime è stimata tra l'1% e il 3%, valori superiori a quelli di anoressia e bulimia nervosa messe insieme, come riportano diversi studi epidemiologici raccolti su PMC — Epidemiology of binge eating disorder. Il dato cambia in modo netto quando si guarda alla popolazione con obesità: tra le persone che cercano un trattamento per la perdita di peso, la quota di chi soddisfa i criteri diagnostici sale fino al 20-30%, e può essere ancora più alta tra i candidati alla chirurgia bariatrica. Questo legame stretto tra il disturbo e l'obesità rende fondamentale, in un percorso di gestione del peso, indagare sempre la presenza di episodi di abbuffata prima di impostare qualsiasi intervento nutrizionale. Ignorarli espone al rischio concreto di fallimento del percorso e di un rapporto ancora più conflittuale con il cibo.

Sintomi comportamentali

Mangiare molto più rapidamente del normale, fino a sentirsi sgradevolmente pieni, spesso da soli per la vergogna di quanto si sta mangiando.

Sintomi emotivi

Forte senso di colpa, disgusto verso se stessi e vergogna dopo l'abbuffata, spesso legati a stati di ansia, noia o tristezza che l'hanno preceduta.

Conseguenze fisiche

Aumento di peso nel tempo, maggior rischio di obesità e delle condizioni metaboliche a essa collegate, come diabete di tipo 2 e ipertensione.

Le tre aree in cui si manifesta questo disturbo alimentare

Le cause del disturbo da binge eating

Non esiste una causa unica di questo disturbo: si tratta di un intreccio tra fattori biologici, psicologici e ambientali. Alcuni studi indicano una componente di familiarità e vulnerabilità genetica nella regolazione dell'appetito e della ricompensa legata al cibo. A questo si aggiungono fattori psicologici, come una regolazione emotiva difficoltosa, bassa autostima e una storia di diete restrittive che, paradossalmente, aumentano il rischio di episodi di abbuffata invece di prevenirli. Anche i contesti familiari orientati in modo eccessivo al controllo del peso o dell'aspetto fisico, così come esperienze di stigma legato al peso corporeo, possono contribuire allo sviluppo del disturbo.

Fattori predisponenti

Familiarità per disturbi alimentari o dell'umore, difficoltà nella regolazione delle emozioni, bassa autostima, storia di diete restrittive ripetute.

Fattori di mantenimento

Il ciclo restrizione-abbuffata-vergogna, l'uso del cibo come strategia principale per gestire emozioni difficili, l'isolamento sociale legato alla vergogna.

Binge eating disorder e bulimia nervosa: quali sono le differenze

Questo disturbo condivide con la bulimia nervosa la presenza di episodi di abbuffata con perdita di controllo, ma le due condizioni si distinguono per un elemento chiave: nella bulimia gli episodi di abbuffata sono seguiti da comportamenti compensatori, come vomito autoindotto, uso improprio di lassativi o esercizio fisico eccessivo, mentre in questo caso questi comportamenti sono assenti. Di conseguenza, mentre nella bulimia il peso corporeo tende a restare nella norma, il disturbo da alimentazione incontrollata è più spesso associato, nel tempo, a un aumento di peso e a sovrappeso o obesità.

Binge eating disorder
Episodi di abbuffata ricorrenti senza comportamenti compensatori; associato più spesso a un peso corporeo nella fascia del sovrappeso o dell'obesità.
Bulimia nervosa
Episodi di abbuffata seguiti da comportamenti compensatori (vomito, lassativi, digiuno); peso corporeo generalmente nella norma.
Abbuffata occasionale
Episodio isolato, ad esempio in occasioni sociali, senza la frequenza, il disagio marcato e la perdita di controllo tipici del disturbo.
Le differenze cliniche tra binge eating disorder, bulimia nervosa e abbuffata occasionale

Chi desidera approfondire un quadro alimentare all'estremo opposto, caratterizzato invece dalla restrizione, può leggere il nostro articolo su anoressia nervosa: cause e terapia, utile anche per comprendere il continuum che lega i diversi disturbi alimentari.

La terapia del binge eating disorder: perché la CBT è il trattamento di riferimento

La terapia cognitivo comportamentale (CBT), nella sua versione avanzata CBT-E (Enhanced), è il trattamento con le prove di efficacia più solide per questo disturbo, indicato come approccio di prima linea dalle principali linee guida internazionali, incluse quelle del NICE, linea guida NG69 — Eating disorders: recognition and treatment. La CBT lavora in modo strutturato sui meccanismi che mantengono il ciclo delle abbuffate: aiuta a riconoscere i pensieri rigidi legati al cibo, al peso e alla forma del corpo, a ridurre le restrizioni alimentari che spesso precedono un episodio di abbuffata, e a sviluppare strategie più funzionali per gestire le emozioni difficili senza ricorrere al cibo.

1

Valutazione iniziale

Un professionista valuta frequenza e caratteristiche degli episodi di abbuffata, l'eventuale presenza di comportamenti compensatori e lo stato psicologico generale.

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Terapia CBT strutturata

Un percorso di CBT, tipicamente di alcuni mesi, interrompe il ciclo restrizione-abbuffata e modifica i pensieri disfunzionali su cibo, peso e forma corporea.

3

Supporto multidisciplinare

Nei casi con obesità associata, la CBT viene affiancata da un supporto nutrizionale e, quando indicato, medico, per un percorso davvero integrato.

Le fasi di un percorso di terapia CBT per questo disturbo alimentare

Secondo l'American Psychiatric Association, la terapia cognitivo comportamentale mostra risultati positivi nel ridurre la frequenza delle abbuffate. Questo accade anche quando non si accompagna a una perdita di peso significativa: un aspetto importante, perché il primo obiettivo del trattamento non è dimagrire, ma interrompere il ciclo di perdita di controllo sul cibo. Per chi convive anche con obesità, una volta stabilizzato il rapporto con il cibo, può avere senso affiancare un percorso dedicato: il nostro percorso per l'obesità integra la componente psicologica con quella nutrizionale e, se necessario, medica.

Binge eating disorder: quando chiedere aiuto

Alcuni segnali da non sottovalutare

  • Episodi di abbuffata ricorrenti, almeno una volta a settimana da alcuni mesi
  • Mangiare di nascosto, per la vergogna di quanto e cosa si sta mangiando
  • Uso del cibo come principale strategia per gestire ansia, noia o tristezza
  • Cicli ripetuti di dieta restrittiva seguiti da abbuffate

Chi riconosce questi segnali, in sé o in una persona cara, può trovare utile anche il nostro percorso dedicato ai disturbi alimentari, pensato per accompagnare in modo graduale verso una relazione più serena con il cibo.

Conclusioni sul binge eating disorder

Il disturbo da alimentazione incontrollata è il disturbo alimentare più diffuso e, nonostante questo, resta spesso non diagnosticato, complice l'assenza di segnali fisici eclatanti e il forte senso di vergogna che accompagna chi ne soffre. È un disturbo che nasce dall'intreccio tra fattori biologici, psicologici e ambientali, ed è particolarmente frequente tra le persone con obesità che cercano un trattamento per la perdita di peso. La terapia cognitivo comportamentale è oggi il trattamento con le prove di efficacia più solide, capace di interrompere il ciclo restrizione-abbuffata-vergogna e di restituire un rapporto più equilibrato con il cibo, indipendentemente dall'obiettivo di perdita di peso.

Domande frequenti sul binge eating disorder

Qual è la differenza tra binge eating disorder e bulimia nervosa?

Nel binge eating disorder gli episodi di abbuffata non sono seguiti da comportamenti compensatori (vomito, lassativi, digiuno), mentre nella bulimia nervosa lo sono. Per questo il binge eating disorder è più spesso associato a un aumento di peso.

Quanto è diffuso il binge eating disorder nella popolazione generale?

La prevalenza lifetime nella popolazione generale è stimata tra l'1% e il 3%, ma sale fino al 20-30% tra le persone con obesità che cercano un trattamento per la perdita di peso.

Il binge eating disorder si cura?

Sì. La terapia cognitivo comportamentale (CBT o CBT-E) è il trattamento con le prove di efficacia più solide e riduce in modo significativo la frequenza delle abbuffate.

Il binge eating disorder riguarda solo le persone con obesità?

No: può manifestarsi a qualsiasi peso corporeo, anche se è più frequente tra le persone con sovrappeso o obesità, con cui condivide spesso un legame stretto.

Serve dimagrire per curare il binge eating disorder?

No: il primo obiettivo della terapia è interrompere il ciclo delle abbuffate e migliorare la regolazione emotiva, non la perdita di peso in sé, che può eventualmente essere affrontata in un secondo momento.

Fonti: NICE, linea guida NG69 — Eating disorders: recognition and treatment · American Psychiatric Association — Binge Eating Disorder · PMC — Epidemiology of binge eating disorder.

Contenuto revisionato clinicamente da Trec Alimentazione.

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