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Quanto spesso sentiamo etichettare un bambino come schizzinoso o molto selettivo?

Arfid- In un sottogruppo di bambini, queste caratteristiche vanno a caratterizzare un deficit nutrizionale che può causare un ritardo nello sviluppo psicomotorio. In questi casi è talvolta possibile parlare del Disturbo Restrittivo/Evitante dell’Assunzione di Cibo, che presenta le seguenti caratteristiche:

  • Perdita di peso significativa o incapacità di raggiungere l’aumento di peso atteso in base all’età;
  • Deficit nutrizionale significativo;
  • Necessità e dipendenza da alimentazione parenterale o da supplementi nutrizionali orali;
  • Marcata interazione con il funzionamento psicosociale.

Inoltre, possono essere distinti tre profili:

  1. Mancanza di interesse nel mangiare o per il cibo (sentirsi pieni precocemente, difficoltà nel sentire la fame);
  2. Evitamento basato sulle caratteristiche sensoriali del cibo (aspetto, odore, gusto ecc.);
  3. Preoccupazione relativa alle conseguenze negative del mangiare (soffocare, vomitare, diarrea, reazioni allergiche ecc.).

Inoltre, L’ARFID si è rivelato un fattore di rischio per lo sviluppo di Anoressia Nervosa, in quanto precede questo disturbo nel 12% dei casi.

La diagnosi di questo disturbo è stata anche definita diagnosi ombrello, in quanto spesso coesiste con altri disturbi come l’autismo, il Deficit dell’Attenzione e Iperattività (ADHD), il Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC) e i disturbi d’ansia.

Come posso capire se il mio bambino ha questo disturbo?

Come precedentemente spiegato non è sufficiente che il nostro bambino appaia particolarmente schizzinoso. E’ indispensabile considerare la presenza o meno di un deficit nutrizionale (tramite analisi di laboratorio), e valutare il livello di crescita in base all’età del bambino.

Qual è, ad oggi, il miglior trattamento per questo disturbo?

Pochissimi dati ad oggi sono presenti in letteratura sia sui trattamenti che sugli esiti. Le ricerche attuali concordano nel monitoraggio medico e nutrizionale, coinvolgendo i genitori anche con interventi psicologici cognitivo-comportamentali mirati.

Obiettivi del trattamento sono generalmente un aumento di peso progressivo, un aumento della varietà di alimenti consumati dal bambino o un incremento dei tentativi di provare nuovi alimenti.

Inoltre, obiettivi rilevanti sono la riduzione dell’ansia/paura del cibo e più in generale una normalizzazione dell’alimentazione.

Relazione presentata dal Dott. Riccardo Dalle Grave (responsabile Unità di Riabilitazione Nutrizionale, Casa di Cura Villa Garda); moderatore Dott.ssa Arianna Banderali (vicepresidente AIDAP, membro direttivo SIO).