ARFID – Disturbo Restrittivo Evitante dell’Assunzione di Cibo

Annoverato per la prima volta nel DSM-5, l’ARFID è un disturbo caratterizzato da anomalie nell’alimentazione associato ad una o più conseguenze quali una perdita di peso significativa, l’insorgenza di carenze nutrizionali evidenziate con esami ematochimici, la necessità di integratori alimentari come supplemento e una limitazione sociale. I bambini con ARFID tendono dunque a limitare la varietà degli alimenti, effettuando una selezione più o meno restrittiva, rischiando così di compromettere il regolare sviluppo verso l’età adolescenziale e la prima età adulta.

I dati della letteratura scientifica su tale disturbo risultano ad oggi ancora esigui. Uno studio britannico su 1444 bambini di 8-13 anni, ha individuato nel 3% del campione la presenza dell’ARFID, ed in maggior percentuale tra i maschi rispetto alle femmine. Inoltre circa il 50% dei casi di ARFID sono associati a condizioni quali autismo, ansia e ADHD (disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività).

Il trattamento di tale patologia, seppur ancora poco esplorato con metodologie evidence-based, risulterebbe maggiormente efficace se costituito da interventi di parent, dunque sulle figure genitoriali, in associazione a interventi nutrizionali e ambientali.